
Crediamo che la formazione sia uno dei possibili
strumenti per favorire il cambiamento sociale per mezzo della
presa di coscienza dei singoli e per loro mezzo, dei soggetti collettivi
di cui fanno parte.
Crediamo che i cambiamenti che avvengono a livello
di soggetti collettivi favoriscano cambiamenti a livello individuale,
in una dinamica di circolarità.
Riteniamo fondamentale che la formazione parta da una domanda, a
volte espressa in maniera non immediatamente intelligibile, che
richiede sempre da parte nostra un lavoro di analisi e di franca
restituzione.
Riteniamo che la formazione richieda un pensiero sull'uomo
e sulle sue modalità di apprendere, pensiero continuamente
attualizzato e verificato. Per noi gli adulti apprendono quando:
- sentono che il percorso proposto ha qualcosa a che fare con la
propria realtà di vita, lavorativa e non
- sentono di poter mettere in gioco le proprie competenze, anche
nel senso di metterle in crisi, senza che questo generi eccessive
ansie, ma a partire da una situazione in cui i vecchi schemi di
funzionamento non danno più; conto della realtà
- sentono che il formatore è un ruolo di servizio, che è
lì per facilitare il processo di apprendimento, senza posizioni
da guru, senza la bacchetta magica
- hanno la possibilità; di mettere in campo anche le proprie
emozioni, in un'ottica di globalità; dell'apprendimento.
Privilegiamo la formazione in piccolo gruppo perchè; questi
permette di mediare tra le esigenze individuali ed i bisogni collettivi
(gruppi, organizzazioni, comunità) e perchè è
un potente laboratorio di vita sociale e relazionale.
Sappiamo tuttavia che i gruppi non sono la soluzione
magica a qualsiasi problema, anzi sono soggetti che tendono a far
sprecare risorse, se non condotti adeguatamente.
Riteniamo che la qualità nella formazione non sia rigida
applicazione di procedura ma sia ricerca continua caso per caso.
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